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"La Pedina Scambiata"
di Georgette Heyer


copertina
traduzione di A.L.Zazo
© 1972 - Mondadori
© 2005 - Sperling & Kupfer

"Le duchesse" afferma gravemente Justin Alastair duca di Avon "non danzano sulla sedia".

Ma ci sono duchesse e duchesse, e se l'autrice del romanzo si chiama Georgette Heyer è per lo meno azzardato voler stabilire prima della fine quali duchesse siano vere e quali false, quale personaggio abbia l'asso nella manica, quale pezzo (il re, la regina, l'alfiere, o soltanto una pedina opportunamente giocata?) permetta di dare scacco all'avversario.

Quando un duca inglese, tanto incredibilmente bello, tanto incredibilmente intelligente, e tanto incredibilmente libertino da meritare, nella Londra libertina dell'ultimo trentennio del settecento, il soprannome di Satana, decide di entrare in un complesso gioco di innocenza tradita, di gioventù oppressa, di perfidia impunita, e di tenerne le fila con raffinata e crudele impassibilità, chi può mai dire che cosa accadrà alla fine, se a muovere i pezzi sulla scacchiera: il re, la regina, l'alfiere e la pedina scambiata, non è affatto lui in realtà, ma Georgette Heyer?

Da tempo, nella letteratura inglese, se il delitto non paga, la virtù rende. E la Heyer non ignora certo questo assioma: ma, correggendo sapientemente la puntigliosa saggezza di un Samuel Richardson con la gioiosa spregiudicatezza di un Fielding, affiancando Tom Jones e la virtuosa Pamela, costruisce un romanzo straordinariamente divertente in cui le fanciulle virtuose e perseguitate hanno sufficiente spregiudicatezza per rendere affascinante il loro candore, e i libertini viziosi e persecutori sufficiente tenerezza d'animo per rendere irresistibile il loro libertinaggio.

Cavalcate, rapimenti, congiure, anime nere, balli a corte, fughe notturne: Georgette Heyer non dimentica nessun ingrediente della grande tradizione del romanzo d'avventura, quello che i lettori e i critici moderni riscoprono, e scoprono di amare, dopo tanti anni di sperimentalismo e di antiromanzo. Con un'intelligenza che non si prende, intelligentemente, sul serio, con un'ironia calibratissima e un'inesauribile vivacità di stile, la Heyer intesse, sull'eterno tema di Pigmalione vinto da Galatea, un arazzo settecentesco perfetto nei particolari come nelle scene d'insieme, delicato, raffinato e sgargiante a un tempo, i cui personaggi, vivi e indimenticabili come creature in carne e ossa, si muovono secondo regole perfettamente congegnate che si liberano tuttavia e si fanno invenzione immediata nel gioco di una fantasia affascinante.

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La recensione di Alice Dileo:


Quando mi sono seduta davanti al PC con tutta la mia buona volontà mi è venuto un attacco di panico totale. Georgette Heyer è il mio mito, la adoro, e a parte che è semplicemente grande, che altro si può dire?

Ma più restavo seduta a pensarci più mi convincevo che dovevo assolutamente scrivere questa recensione. Senza di lei non sarei mai entrata nel fantastico mondo del romance, e quindi le dovevo almeno questo. E in effetti è proprio con questo libro che ho iniziato questa avventura, sia per quanto riguarda la sua bibliografia che per il genere in generale (oops...).

Vi ricordate la prima volta che avete preso in mano uno di questi libri? Il mio primo pensiero è stato: ecco, la solita storia di sesso spregiudicato, manco fosse un film pornografico di pessimo ordine. Ma la mamma (bontà sua, meno male che c'è), dopo tante insistenze, mi ha inculcato nella testa il pensiero che se non provi qualcosa, come fai a giudicarlo? Sono felice di ringraziarla ancora adesso dopo ben più di 5 anni.

Potete chiedere "cos'ha di tanto speciale? E' solo un libro sulla Reggenza inglese." No. Con la Heyer niente è mai 'solo'. E lei è la scrittrice di questo periodo per eccellenza. Lei rappresenta questo periodo come nessun'altra mai. La sua dettagliata conoscenza del periodo, maniere, vestiti, abitudini, luoghi e idiosincrasie sfiora la perfezione - descritte con una poesia e una bravura degna del migliore Nobel.

Ma parliamo un po' del libro. Secondo la biografia, la Heyer scrisse più di 50 libri tra il 1923 e il 1970. La Pedina Scambiata è il suo secondo libro, la cui stesura è durata circa 4 anni, ma lo stile è già alla piena maturità. In nessun altro libro è riuscita a creare personaggi così vividamente; Léonie, il Duca di Avon, Rupert, il conte di Saint Vire, Fanny, tutti diventano reali nelle nostre mani. La Heyer ha creato tanti personaggi, ma il Duca di Avon è impareggiabile - riesci quasi a sentirlo mentre con la sua voce vellutata afferma "Signore, è sempre stata mia abitudine evitare intrighi con donne sposate" all'esterrefatto marito della donna in questione in uno degli innumerevoli dialoghi basati su incomprensioni sparsi per tutto il libro.

Léonie è un'eroina deliziosa, alternativamente impetuosa, gentile, impudente e irresistibile. Mentre Avon non perde mai la sua compostezza, Léonie apprezza ogni suo stato emozionale nella sua pienezza, mostrandolo a tutti. La tragedia della sua vita è grande, eppure la sopporta con uno spirito vivace. E' saggia e ignara di volta in volta; un vero folletto.

Secondo alcuni cenni storici presenti nel libro la storia è ambientata tra il 1775 e il 1780, tra Parigi, Londra, e la campagna francese. Protagonista assoluto, il Duca di Avon, che a Parigi incontra Léonie, vestita come un ragazzo, che sta fuggendo dal fratello per evitare una bastonata. Preso da un impulso del momento, grazie ai capelli color Tiziano che gli ricordano qualcosa, il Duca la compra e la fa diventare il suo paggio. Léonie - o meglio Léon come si fa chiamare - gli è immensamente grata per averla salvata, e lo segue dappertutto con un atteggiamento adorante, e nonostante lui abbia una reputazione più che nera (il suo soprannome è, non a torto, Satana), lei non permette alcuna critica dagli altri servitori.

Il Conte di Saint Vire è un vecchio nemico. Avon crede che Léonie sia sua figlia. Ne è certo quando, dopo averla mostrata come suo paggio, lui mostra uno strano interesse e manda un intermediario per acquistare il paggio. Avon rifiuta, e va a visitare il parroco del paese dove Léonie è cresciuto, affermando che sapeva sin dall'inizio che Léon era in realtà Léonie, e che l'avrebbe portata in Inghilterra, insegnare come essere di nuovo una ragazza, ed adottarla come pupilla.

A questo punto entrano in scena il fratello e la sorella minore del Duca, Rupert e Fanny, e il lettore impara di più sul passato di Avon. E' sempre a questo punto che tutti realizzano che Léonie ama il Duca - o Monseigneur, come ama chiamarlo lei. E che l'opposto è accaduto, ma che siccome lui ha il doppio della sua età e una pessima reputazione, non pensa al matrimonio. E lei crede che Monseigneur non la voglia perché è di bassa estrazione sociale. E qui scatta uno degli incubi di noi lettori, il Big Misunderstanding - lei crede una cosa, lui ne crede un'altra, e siccome non si parlano scattano i problemi - solo che in questo caso Mrs. Heyer lo conduce con così leggerezza e finezza che quasi non ci si accorge.

Il conte di Saint Vire rapisce Léonie e la riporta in Francia. Le scene dell'inseguimento e della liberazione sono semplicemente meravigliose. E' ora che il lettore capisce che Léonie è la figlia legittima, e non bastarda, del Conte, che lui l'ha scambiata alla nascita con un figlio per avere l'erede, e che sta cercando di liberarsi di lei prima che la scoperta del suo atto lo distrugga. Avon è altrettanto determinato a provare la legittimità di Léonie e restituirla alla società cui appartiene. Ciò significa far fronteggiare due figure potenti, con Léonie nel mezzo della disputa.

La tensione viene sapientemente costruita fin dall'inizio, eppure il costante sense of humor permea tutto il libro e mantiene il lettore attaccato alle pagine, ansioso di vedere come la storia si evolve. Ogni riga è perfetta, ogni dialogo una piccola gemma, la cosa giusta da dire al momento giusto dal personaggio giusto. E in mezzo al giallo, all'avventura, alla storia, si vedono due persone che si innamorano sempre più profondamente.

La Pedina Scambiata è semplicemente un grande libro. Se non l'avete letto, fatelo. Vi farete un meraviglioso regalo. Ritrae dei personaggi così reali che non potete fare a meno di vivere l'esperienza con loro, e quando chiuderete l'ultima pagina, potrete sospirare e chiamare vostro cognato 'imbécile', ricordando che le duchesse possono danzare sulle sedie.

N.B. La Pedina Scambiata ha tre seguiti: "Il figlio del Diavolo", "Il dandy della Reggenza" e "L'incomparabile Barbara".

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